Fino al 20 Luglio imperdibile per chi si trovasse a passare da Bologna la prima mostra italiana dedicata all'artista scozzese.
A pochi giorni dalla morte dell'artista, questa mostra sembra quasi celebrare a pieno l'essenza delle opere di Jack Vettriano.
L'esposizione, organizzata e realizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci della Pallavicini s.r.l., con la collaborazione dell’Artista e curatela della Dott.ssa Francesca Bogliolo, conta ben 70 opere accompagnate nell'ultima sala dagli scatti nello studio di Jack Vettriano eseguiti da Francesco Guidicini, ritrattista del “Sunday Times”.
Passeggiando tra le immagini impossibile non sentirsi immersi in uno scenario da film noir in cui la femminilità, la sensualità mai volgare e le scenografie quasi strappate da un film, sembrano prendere vita e danzare di fronte agli occhi dello spettatore.
La cornice di Palazzo Pallavicini offre inoltre un meraviglioso quadro in cui inscenare le vicende raccontate da Vettriano e l'incantevole contrasto di epoche e periodi storici affascina e meraviglia.
Peccato non aver immaginato di veicolare l'immaginario del visitatore con una contaminazione sintetica che coinvolgesse anche la musica, ma in compenso perfetta la visibilità delle opere grazie all'assenza di vetri sulle cornici che tanto spesso bloccano la piacevole visione delle opere.
Infine un allestimento piuttosto semplice e ormai consolidato della sede che tende a garantire spesso lo stesso modello, dando poco spazio all'innovazione e alla sperimentazione.



